ATTO COSTITUTIVO
DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE MOVIMENTO
“CENTO E PIU’ ARTISTI UNITI PER IL MONDO”
L’anno 2009, il giorno 16 del mese Novembre, AGENZIA DELLE ENTRATE TIVOLI - ROMA.


mercoledì 20 maggio 2015

Egoismo, arroganza, presunzione, sfiducia, rassegnazione, invidia, furbizia ed ignoranza sono i mali della nostra società.

Egoismo, arroganza, presunzione, sfiducia, rassegnazione, invidia, furbizia ed ignoranza sono i mali della nostra società.
“Siamo come gocce di acqua nei confronti del mare, da soli sembriamo ininfluenti eppure senza di noi il mare non esisterebbe”, questa elementare riflessione è di vitale importanza perché spiega i limiti della nostra società ed il perché pochi bicchieri di tante gocce d’acqua (i partiti politici e movimenti) riescono a contendersi ed a dividersi la gestione di tutto il mare (la dirigenza della nostra società).
In ogni ambito esaminato – politico, sociale, artistico, lavorativo ecc… – si nota una miriade di gocce d’acqua, ognuna presuntuosa ed arrogante da pretendere di voler essere la goccia più bella e più importante. Ognuno per proprio conto si lamenta, sbraita, rivendica, pretende e, spesso, elargisce ciò che non può e non ha.
Ognuno per proprio conto vive di illusione, egoismo, arroganza e presunzione che ledono ed offuscano, qualora ci fossero, gli stessi propri meriti. E’ raro che l’uno riconosce i meriti di altri sopratutto se ciò intacca i propri interessi.
Nessuno accetta di lasciare spazio all’altro, al nuovo.
Qualcuno crede che poichè ha sofferto, si è impegnato od ha avuto, in passato dei meriti, oggi gli spetta di diritto tutto. Non è così. Tutto muta ed il giudice è il tempo. Il passato è sostituito dal presente. Il presente sarà sostituito dal futuro. Il presente diventerà passato. E così per sempre. E’ la vita, e nessuno può cambiarla.
L’uno è invidioso del successo altrui. Quando dal nulla irrompi sulla scena pubblica e per meriti acquisisci consenso altrui, molto di più di altri che si ritengono importanti e famosi, è l’inizio della fine. L’invidia rosica l’anima e sputano veleno, mistificano verità, offendono, urlano, mutano fatti reali. Non capiscono che così facendo hanno il valore del temporale estivo: fanno tanto rumore, durano poco ma il nuovo sole tornerà a splendere. Li vedi si accusano, si bannano, si sputano addosso veleno su veleno. Uccidono il merito, il talento, l’arte sull’altare del proprio egoismo. Parlano di amore ma non sanno metterlo in pratica. Parlano di amicizia ma la scambiano con l’adulazione ed il consenso. Credono di avere la verità assoluta, si arroccano sul proprio Io: Io ho fatto, Io ho detto, Io, Io, Io, Io, Io. E così facendo “Io” rimane solo. E la voce diventa più flebile. Il giusto diventa presunzione. La verità diventa arroganza. I meriti sono coperti di polvere, di fallimenti, di illusione, di falsità, e di nulla.
In politica vediamo tanti protagonisti. Tante voci, contrapposte. Zero idee ma tanti sostenitori quanto più si ha visibilità mediatica e potere con il quale poter elargire: favori, prebende e privilegi. Questi sono i “nuovi vecchi” che vogliono prendere il posto degli altri. Li vedi rosicano e stanno in silenzio fintanto che il “capo” non abbia espresso la linea guida da seguire. Non hanno idee e se le hanno evitano di esprimersi per non rischiare di essere sbugiardati. La società dei mediocri si contorna di seguaci fedeli e non di persone in gamba che un domani, anche vicino, per merito ti possano prendere il tuo posto.
Lo sappiamo tutti che va così ma quasi nessuno ha il coraggio di ammetterlo. Ognuno si tiene stretto “l’amico” influente e potente. Non si è obiettivi. L’amicizia è altro. L’amicizia è verità. L’amicizia è confronto vero. L’amicizia è critica, crescita, vicinanza. Quello è puro utilitarismo.
Ecco perché ci troviamo questa classe dirigente e politica. Ecco perchè in ogni ambito sociale c’è qualcosa che non va. Tizio è lì perché l’ha messo caio. Ed il merito? Ed il talento? dove sono finiti?.
Si possono avere idee ed opinioni diverse ma sulla legalità, sulla giustizia, sull’etica e sulla morale sociale non possono esserci interpretazioni diverse: devono essere uguali per tutti.
Un reato è un reato, quando lo stabilisce la legge. Pertanto non è possibile essere rappresentanti della legalità e della giustizia quando non si condannano i reati e chi li ha commessi.
Il mondo dell’arte, è composto da grandi ed affermati artisti e da tanti piccoli, presunti o veri artisti, che si fanno la guerra tra loro, per dire: io sono più bravo, Io, Io, Io. Il social network facebook, è teatro di scontri talvolta al limite del ridicolo e della pubblicità personale mascherata da eventi o iniziative sociali. Nulla di male ad autopromuoversi o a pubblicizzarsi, l’importante è essere chiari nel farlo.
I piccoli, presunti o veri, artisti dimenticano che loro sono gocce d’acqua, l’arte è il mare. Mancano i fondi? Mancano gli spazi? Mancano le occasioni di fare arte? Tutto vero. Allora mi chiedo perché non unirsi tutti e camminare insieme per “l’arte” e non per la propria singola visibilità?
Il nostro motto è “Si può fare. Si deve fare.” Perché lasciarsi abbattere dalla crisi, dal pessimismo e dalla tristezza degli eventi e delle delusioni, ci fa vedere tutto in modo alterato e senza speranza. Noi, abbiamo il dovere ed il diritto di cambiare lo stato delle cose. Noi, tutti insieme. Da soli perdiamo tutti. Forse qualcuno, con il suo manipolo di “finti” amici potrà ritagliarsi il suo angolino di sole a scapito di altri. Costoro rideranno di queste mie parole. Costoro godranno di arrivare, di diventare qualcosa o qualcuno. Costoro non sono altro quello che ora tutti insieme critichiamo: sono la causa della crisi etica, morale e sociale della nostra società.
Noi siamo i padroni del nostro futuro. Noi possiamo fare qualcosa ognuno per la parte propria. Noi dobbiamo fare qualcosa ognuno per la parte propria. Il non fare. Il lasciarsi andare agli eventi come una barca in mezzo al mare è deleterio.
La rassegnazione e la sfiducia devono scomparire dal nostro linguaggio e dal nostro pensiero. Il definirsi perdenti a priori non fa altro che renderci perdenti. E se noi perdiamo qualcun altro vince con la nostra complicità. Noi dobbiamo evitare che gli altri vincano per la nostra rassegnazione, indifferenza, paura, sfiducia o ignoranza. Noi abbiamo il diritto/dovere di riappropriarci del nostro futuro.
Ed abbiamo un solo modo per farlo: responsabilizzandoci e ricordandoci che l’essere in vita comporta sempre la possibilità di agire e determinare un qualsiasi evento positivo. L’assunzione delle proprie responsabilità comporta il sentirsi partecipe di una collettività nella quale si vive a pieno titolo, si rispettano le regole, si esprime il proprio parere e lo si condivide, lo si amplia, lo si modifica ma sempre ci sentiremo importanti e determinanti.

Corrispondente Delegata del Movimento Rita Cavallaro Arte,Moda&Design

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